Un ingegnere di OpenAI è sospettato di aver nascosto un registratore audio in una sala riunioni della direzione, a San Francisco. Il caso lo ricorda: le intercettazioni illecite negli spazi decisionali sono più semplici e più frequenti di quanto si pensi.
I fatti
Secondo i procuratori federali statunitensi, il dispositivo era collegato alla porta USB di un televisore e avvolto nella carta igienica. Disponeva di una connessione Wi-Fi per l’ascolto a distanza e di una memoria crittografata. Alcuni collaboratori lo hanno scoperto il 30 settembre, due giorni dopo la presunta installazione. Un secondo dispositivo è stato ritrovato alcuni giorni dopo tra gli effetti personali del sospettato. Licenziato, quest’ultimo è stato arrestato dall’FBI il 9 ottobre. Vige la presunzione d’innocenza.
Tre insegnamenti
La minaccia viene dall’interno. Il presunto autore aveva un badge e conosceva le agende della direzione. Il controllo degli accessi, da solo, non basta.
Il materiale è banale. Un dispositivo economico, che sarebbe stato progettato con l’aiuto di un chatbot di intelligenza artificiale. Non serve più essere esperti.
La scoperta è spesso frutto del caso. Senza ispezioni regolari, nessuna sala riunioni può essere considerata sicura.
E in Svizzera?
Nel suo rapporto «La sicurezza della Svizzera 2026», il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) sottolinea che la minaccia di spionaggio nel nostro Paese resta elevata. GPA SA dedica un’analisi al tema nel suo Monthly Report di agosto 2026.
Il diritto svizzero è chiaro: chiunque ascolti o registri una conversazione fra altre persone senza il consenso dei partecipanti è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 179bis CP). Anche la fabbricazione, la vendita e l’utilizzo di apparecchi d’intercettazione sono puniti (art. 179sexies CP). Questi reati sono tuttavia perseguiti solo a querela di parte, da qui l’importanza di preservare le prove. E la sanzione arriva solo quando il danno è già fatto.
La nostra risposta: le contromisure TSCM
Gli specialisti in rilevamento e contromisure di sorveglianza (TSCM) di GPA SA ispezionano uffici direzionali, sale riunioni, veicoli e residenze. Il loro metodo combina l’analisi dello spettro radio, il rilevamento di componenti elettronici nascosti e un’ispezione fisica meticolosa. Gli interventi si svolgono con la massima discrezione, anche al di fuori degli orari d’ufficio. Sono particolarmente consigliati prima di un consiglio di amministrazione, di una trattativa o di un trasloco.
Dispositivo sospetto? I riflessi giusti
Non toccarlo e non scollegarlo.
Non parlarne nella stanza interessata.
Limitare il numero di persone informate.
Contattare uno specialista TSCM.
Anticipare anziché subire
Un’ispezione TSCM costa molto meno di una fuga di informazioni su strategia, prezzi o dati dei clienti. I nostri esperti valutano con voi l’esposizione dei vostri spazi sensibili, nella massima riservatezza.
Fonti
